Tutti i raggi d'Islanda
Iceland

Il diario di un incauto viaggio in bicicletta, percorrendo 1900 km in sella e tenda, fra fiordi, deserti, geyser, ghiacciai, inseguendo un'idea nata per caso, e alimentata in maniera piuttosto sconsiderata dal sottoscritto. Senza nessun allenamento o conoscenza tecnica, inizierò a pedalare, cercando con foto e parole di raccontarvi una 'nticchia della terra che calpesterò.

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Il Blog del Cicloturismo
Viaggio

Per gli amici, Kirk. Poi pioggia, sole, vento. E ghiaccio, nel posto più bello che abbia mai visto – quinto giorno d’Islanda

By on agosto 27, 2017

Pedalando verso Kirkjubæjarklaustur (si pronuncia così, è facile: chircgbaiarclestr) comincio a chiedermi perché si parli in maniera così terribile del tempo in Islanda. Alla fine, il giorno prima avevo preso un breve acquazzone, ma era stata l’unica pioggia di tutto il viaggio. Come prevedibile, per tutti i restanti chilometri fino a Kirkjubæjarklaustur (per gli amici, Kirk) non ha mai smesso di piovere. Dopo una prima parte in delle ampie distese piene d’erba, comincia un saliscendi abbastanza divertente. Così abbandono la 1 per buttarmi in una sterrata che fa su e giù e su ed è uno spasso, in mezzo al fango e al muschio non senti nemmeno più la pioggia. Solo che mi perdo, devo tornare indietro, e improvvisamente quella strada non mi è più così simpatica. Imbocco un altro sentiero promettente, che oltre ad essere ancora più bello ha il pregio di portarmi dove volevo andare. Nonostante la pioggia e la nebbia coprano parecchio, il paesaggio è davvero bello. Un mondo di bozzi di muschio.

Se guardo il cielo, mi aspetto di non rivedere il sole per un bel pezzo. E invece, il giorno dopo:

 

 

Questo è il canyon di Fjaðrárgljúfur, vicino Kirk. Uno dei posti più tranquilli che si possano immaginare, c’è persino qualche albero. È uno degli aspetti più belli dell’Islanda, tante cose che sono normalissime, qui sono piccoli regali che non ti aspetti: sole, alberi, case (a volte non ne vedi per decine e decine di chilometri).

Sul fondo del canyon scorre un rigagnolo d’acqua limpidissima, e mentre lo risalgo un po’ a piedi, incontro un gruppetto di Polacchi, che mi accompagnano per il resto della visita, e mi salutano con un “Forza Italia” random e un biscotto. Me l’hanno passato dal finestrino mentre sfrecciavano via col 4×4, quindi è stato più esibizionismo che altro, ma il biscotto era buono. E, qualche giorno dopo, avrei più volte benedetto la Polonia e tutti i suoi abitanti.

 

 

 

Proseguo ancora, e il paesaggio torna a farsi ampio, desertico a Sud e con enormi lingue di ghiaccio a Nord, fino a Skaftafell. Skaftafell è un parco nazionale dove puoi trovare un sacco di roba, tipo questo:

 

 

 

o questa:

 

 

o ancora questa:

 

 

 

 

 

o questa con questo:

 

 

 

 

insomma, è davvero un postone. Tra l’altro, mi è capitata una delle cose più strane di tutto il viaggio. Sentite qua:

camminavo tranquillo verso il ghiacciaio di cui sopra, sotto un bel sole. All’improvviso (ma davvero dal nulla) mi cala addosso una stanchezza tremenda, tanto forte che mi devo fermare. Non so se sia per i chilometri, il sole o il pomeriggio, ma sento addirittura che mi si chiudono gli occhi. Così, approfitto del già citato muschio islandese, e mi ci sbraco. Credo di essermi addormentato in mezzo secondo. Mi è capitato altre volte di risvegliarmi il pomeriggio e non capire un fico secco, ma risvegliarmi su un tappeto di muschio, in un altro paese, con davanti a me un ghiacciaio e alle spalle una cascata, è stato parecchio strano. Quella sensazione mi rimarrà impressa per un bel po’.

 

Per il resto della giornata, faccio conoscenza con il vero vento islandese. Ecco, non è qualcuno a cui bisogna pestare i piedi, perché metterselo contro è una gran brutta storia. Un po’ come pedalare contro un muro, a tratti persino un tantinello frustrante. Eppure, sono sincero, penso mi abbia fatto apprezzare ancor di più questo posto. Per ora il più bello della mia vita.

È il lago Jökulsárlón, formato dallo scioglimento dei ghiacciiai interni d’Islanda, fra tutti il Vatnajökull, il quarto pezzo di ghiaccione più grosso del pianeta. La bellezza di questo luogo sono i tantissimi iceberg che si staccano dal ghiacciaio per attraversare la laguna, e scendere fino al mare. Il ghiaccio ha dei colori incredibili, va dal bianco a qualsiasi sfumatura d’azzurro. Per effetto dei riflessi del sole sugli iceberg, si formano dei giochi di luce che lo rendono il paradiso dei fotografi, e non solo. Ci ho passato la notte.

 

 

 

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