Tutti i raggi d'Islanda
Iceland

Il diario di un incauto viaggio in bicicletta, percorrendo 1900 km in sella e tenda, fra fiordi, deserti, geyser, ghiacciai, inseguendo un'idea nata per caso, e alimentata in maniera piuttosto sconsiderata dal sottoscritto. Senza nessun allenamento o conoscenza tecnica, inizierò a pedalare, cercando con foto e parole di raccontarvi una 'nticchia della terra che calpesterò.

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Islanda Viaggio

L’Islanda, perchè

By on luglio 3, 2017

Per provare a intuire i motivi che hanno portato alla scelta dell’Islanda, vi chiedo una piccola prova di fantasia:

Immaginate di prendere la gente del Molise. Come ben sapete, il Molise ha pochissima gente. Adesso dividete la superficie dell’Italia in tre parti, cacciate via tutti, e metteteci dentro solo i molisani, circa 300000 di gente. Ecco, l’Islanda è questo, un terzo d’Italia a cui è rimasta solo la popolazione del Molise, per di più tutti pigiati attorno alla capitale, Reykjavík, tanto da lasciare praticamente deserto tutto il resto del paese. Gli islandesi, oltre ad essere pochi, sono sempre stati anche un po’ isolati e tendenti all’autoescludersi dal resto del mondo, circondati com’erano da tutta quell’acqua. Diciamo che è il posto perfetto per stare parecchio tranquilli.Così, quando nel 2010 il vulcano Eyjafjallajökull (vi aiuto, si pronuncia così: ???ja?fjatla?jœk?tl) ha scelto di borbottare fermando i voli dell’intera Europa, il continente si è ricordato di quella sua isoletta su a nord, e non solo per scaricargli addosso le invettive e le imprecazioni dei turisti bloccati: le meraviglie del posto hanno sorpreso a tal punto i curiosi da generare un boom del turismo negli anni successivi, che nel 2014 hanno raggiunto il milione. Invece di frenare l’invadenza dei visitatori, i suoi 130 (!) vulcani attivi ne hanno acceso l’interesse, che nemmeno il fortissimo e incessante vento islandese è riuscito a smorzare. Ma l’Islanda non è solo fuoco e lava: sparsi su tutta l’isola, si trovano dei ghiacciai fra i più grandi del pianeta, e spettacolari lagune di iceberg che le hanno valso il titolo di terra del ghiaccio e del fuoco. Per gli islandesi tutta questa improvvisa notorietà è stata un bene, intontiti com’erano dalla sberla datagli dalla crisi economica, ma adesso la situazione rischia di degenerare. Le infrastrutture e i pochi abitanti non sono in grado di sostenere il probabile avvento di un turismo di massa nei prossimi anni, e c’è il rischio di arrecare seri danni non solo all’immagine del paese, ma soprattutto al suo ecosistema.

 

                                                                                                                                                          Il turista e il viaggiatore

Islanda, una volpe artichissima

Una volpe artichissima

Non ho l’arroganza di sentenziare su questo o quel modo di viaggiare, ma una cosa credo di averla capita. Il problema di fondo è che il turista medio non riesce a limitare la propria avidità, vuole vivere le bellezze del posto senza  rinunciare al proprio benessere. Certo, è vero che pioggia e vento in Islanda possono diventare insopportabili, ma quanto possono sopravvivere geyser, cascate e sentieri, al martellante incedere di bus e fuoristrada? La chiave per mantenere vive queste e tante altre meraviglie è educare il turismo di massa ad essere discreto, cominciando dal minimizzare il proprio impatto sul territorio, per preservarlo intatto e permettere a chi verrà dopo di goderne allo stesso modo.

 

 

La scelta

Quando ancora non avevo idea del viaggio che avrei scelto di fare, balzavo con la mente da una destinazione all’altra, iniziando a documentarmi sul luogo e appassionandomi sempre, ma senza mai decidermi davvero. Pensavo a tanti bei posti, ma nessuno mi spingeva a dire così, su due piedi: “Parto.”  Poi, per caso, ho scoperto l’Islanda. La sua bellezza e la sua varietà di paesaggi mi hanno spiazzato, e non appena ho conosciuto la sua storia, passata e attuale, ho subito capito che era lì che sarei dovuto andare. Perché, quando la gente scopre qualcosa di bello, purtroppo ha la brutta abitudine di fare di tutto per rovinarlo. Non fraintendete, non è una corsa contro il tempo per godere di un paese che do ormai per spacciato, ma il tentativo di far scattare un qualcosa di molto simile a un sentimento di rispetto, in chi sceglie di avventurarsi in questa terra meravigliosa. In altre parole, non condanno la scelta del comfort, ma quella di dimenticarsi di quel che si trova oltre il proprio finestrino.

 

È piuttosto semplice, in effetti, basta comprendere la differenza fra il turista e il viaggiatore, fra l’assordante rumore di un 4×4 e il delicato ronzio dei raggi di una bicicletta.

 

(Se vuoi scoprire qualcosa di più sui viaggi in Islanda, visita pure viaggioinislanda.it)  

 

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