Tutti i raggi d'Islanda
Iceland

Il diario di un incauto viaggio in bicicletta, percorrendo 1900 km in sella e tenda, fra fiordi, deserti, geyser, ghiacciai, inseguendo un'idea nata per caso, e alimentata in maniera piuttosto sconsiderata dal sottoscritto. Senza nessun allenamento o conoscenza tecnica, inizierò a pedalare, cercando con foto e parole di raccontarvi una 'nticchia della terra che calpesterò.

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Il Blog del Cicloturismo
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Viaggio

Dentro il fiordo – sesto giorno d’Islanda

By on settembre 24, 2017

Ok, è passato quasi un mese da quando ho scritto l’ultimo racconto sul viaggio, e riordinare le idee mi ha preso un po’ di. Il vantaggio è che ho potuto riordinarle seduto su una sedia, asciutto, mentre facevo merenda. Da adesso, i resoconti arriveranno da casa, ma mi ricordo tutto come se fosse passato quasi un mese, quindi non c’è nulla di cui preoccuparsi.

Mi sveglio e faccio colazione con  buonissimi noodles secchi, dato che avevo finito l’acqua, e tutta quella intorno Prima foraturaagli Iceberg era salata. Molto croccanti. Riprendo la bici, e scopro la prima foratura del viaggio.

 

 

Almeno è una scusa per poter stare un po’ più di tempo allo Jökulsárlón. Ribadisco,  per quanto è bello, risulta davvero difficile descriverlo a parole.

 

 

Inizio a percorrere un rettilineo lunghissimo, tanto da poter intravedere il profilo dei primi Fiordi Orientali. Ancora una volta, torno ad essere completamente solo, ma non mi pesa. A dirla tutta, provo ad avviare una conversazione con qualche pecora, senza successo, così ripiego sui cavalli, col medesimo risultato.

 

La strada sale, scende, risale, e va avanti così per un po’, senza lasciarmi più fiato per importunare animali. Dopo una veloce controllatina alla mappa, vedo che ho segnato una stazione poco distante, dove  rifornirmi di un pochino di roba commestibile. Il vento del giorno precedente è sparito del tutto, l’asfalto non lo sento nemmeno, in testa ho solo la solita noiosa e stupida domanda “Quanto è bello?”

http://www.raggidislanda.com/wp-content/uploads/2017/09/DSC0009.jpg

Non riferito a qualcuno o a qualcosa, così.

Ma la mia aggiornatissima mappa, vecchia di solo due anni (e son pochi, davvero) ha mentito: dove dovrebbe esserci una stazione c’è solo un enorme fiordo non commestibile, e mi si prospetta una sera a digiuno.Epyri

Invece ci pensa Epìuri (o Efyri, non capivo bene il nome), contadino Islandese, apprezzatissima fonte di pane e formaggio.

Galleria nel fiordo

 

 

 

 

Trovato il rancio,  trapasso baldanzosamente Höfn (una “città” Islandese piccola, nota al grande pubblico per degli scampi e poco altro), e un fiordo. La galleria è talmente silenziosa che dalla prima estremità sento il gocciolio dell’uscita.

 

 

 

Il tempo è stupendo e vorrei proseguire, ma quando noto alla mia destra una sedia su un sasso, devo per forza sedermi.

Poi la pigrizia prevale, e alla fine scelgo di passare la notte lì.

 

 

 

 

 

 

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